FARMACI
ANTITUMORALI:
PROBLEMATICHE CONNESSE ALLA MANIPOLAZIONE
La
terapia oncologica è sempre più
efficace e in grado di prolungare la
durata e la qualità della vita dei malati
di tumore
Questi farmaci non
sono però scevri da effetti collaterali,
anche gravi, sia per i pazienti sia per il personale
sanitario che li deve maneggiare
Per il personale
sanitario si registra un aumento delle
operazioni di preparazione e somministrazione
dei farmaci antiblastici, preparati altamente
tossici
Rischi riportati dalla
letteratura scientifica per il
personale sanitario esposto agli antiblastici:
irritazione da contatto
a livello di cute e mucose
tossicologia locale:
flebiti, in caso di stravaso e contatto diretto
effetti sistemici in
caso di assorbimento
insorgenza di tumori (soprattutto leucemie)
in lavoratori professionalmente esposti, agendo
direttamente sul patrimonio genetico
PROBLEMATICHE
CLINICHE
Errori nella formulazione
dei farmaci oncologici:
il maggior costo per le cure
aggiuntive e la prolungata ospedalizzazione
oscilla tra i 2.000 e i 3.000 Euro
Spreco
di farmaco:
le
quantità richieste per le terapie personalizzate
normalmente non coincidono con il contenuto delle
confezioni commerciali, per cui gli scarti possono
essere
anche rilevanti
Necessità
di personale altamente qualificato:
la farmacia ospedaliera è
obbligata a dotarsi di sufficiente personale, che
abbia e mantenga un adeguato livello di
preparazione specifica
Rispetto
della normativa vigente:
limitare la preparazione
di questi farmaci nelle “Unità di Manipolazione
di Chemioterapici Antiblastici” in accordo con
l’art. 3 comma 1 lettera b e art. 64 del D.Lgs
626/94 (un’area centralizzata, isolata,
segnalata e protetta)
vietare l’accesso nella zona di preparazione
degli antiblastici al personale non autorizzato,
non formato e senza DPI